C'è una barzelletta che non vorremmo sentire

Lei è il cavaliere jedi e quegli altri il lato oscuro della forza, non ci piove su questo, ma un minimo di attenzione su come si maneggia la spada laser anche lei ce la dovrebbe mettere, Amor nostro carissimo. Tutto qui, cos’altro c’è da aggiungere? Che non vorremmo dover ascoltare una barzelletta prossima su come le moderne brigate ce l’abbiano, eventualmente, arrossata? Questo è scontato. Leggi l'interveto di Giuliano Ferrara - Leggi l'intervento di Alessandro Giuli - Leggi l'intervento di Pietrangelo Buttafuoco - Leggi l'intervento di Edoardo Rialti - Leggi l'intervento di Lanfranco Pace Alle 19 l'intevento di Luigi Amicone
10 AGO 20
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Ma lei fa un errore. Lei sbaglia a credere, per esempio, che si possa mettere sul tavolo una battaglia come quella del processo breve senza spiegare apertamente agli italiani, anche a quelli che la odiano, i motivi veri per cui la si è impostata. La difesa tout court dei diritti della politica e l’imposizione, per quanto inusuale possa risultare la via, del rispetto della volontà popolare. Lei sbaglia a non capire che esiste, al fondo, un dovere di trasparenza e di onestà espositiva. Sbaglia a recitare la litania di una riforma efficiente della giustizia, con quei suoi 0,2 o 0,02 per cento, invece di ammettere, anzi, di rivendicare apertamente un conflitto d’interesse che tutti vedono, eppure che la maggioranza degli italiani continua a considerare accettabile.
Lei è una benefica anomalia, ma troppo spesso nega di esserlo e risulta troppo furbo, troppo ripetitivo, troppo noioso, per essere considerato uno statista. Lei sbaglia, da ben altra posizione di forza e di consenso, a non fare mai come il Bettino Craxi che rivendicò il finanziamento irregolare e illegale della politica, dando una lezione di moralità, sì, di moralità, al parlamento e al paese. Anche se non finirebbe per questo ad Hammamet. Vede, Amor nostro carissimo, se noi dicessimo queste cose per una semplice questione estetica, o per non provare gli imbarazzi che sovente proviamo, saremmo ridicoli e non avremmo titolo. Nessuno ha titolo per piegare la politica alle proprie preferenze di esteriorità. Ma non è per questo. E’ proprio la sua politica, quella che condividiamo e contemporaneamente no.
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